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29.11.09

Jazz e omicidi nella "Chicago" più nera

Una storia di ambizione, ricerca della fama e depravazione umana ambientata negli anni venti negli Stati Uniti. Questo è "Chicago", lo spettacolo con cui Natalia Millán ritorna al genere del musical e in cui da vita a Velma Kelly, regina dei club notturni condannata alla prigione.

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Per Natalia Millán "interpretare questo personaggio è qualcosa di magico", un'opportunità che contribuisce a riaffermare la sua vocazione di attrice, visto che la sua decisione di dedicarsi al mondo dello spettacolo è stata influenzata dal film 'All that Jazz' di Bob Fosse, regista di 'Chicago'. Natalia parla della sua ammirazione per "l'affascinante mondo estetico di Fosse" e specialmente per la sua particolare visione della vita in quanto era "capace di affrontare con coraggio tutto quello a cui normalmente diamo le spalle".

Una storia attuale
A detta dell'attrice "questo musical racconta la storia di alcune assassine, ritrae una società corrotta in cui si prentende di ottenere la fama a qualunque prezzo. Un mondo in cui l'importanza delle relazioni personali si limita al beneficio materiale e in cui un avvocato è capace di manipolare tutti i mezzi di comunicazione, senza tenere conto se il suo difeso è onesto o brava persona, visto che l'unica cosa che gli interessa è se ha i soldi per pagarlo. Indipendentemente dalla sua durezza, Bob Fosse riesce a fare un'opera divertente e estetica, che ci affascina per la sua visibilità e sonorità, "e che se vuoi, ti lascia un paio di cose su cui riflettere". La sua ammirazione per questo autore è evidente dalle sue parole, e in riferimento all'attualità del suo spettacolo con sicurezza: "Quello che caratterizza sempre le grandi opere d'Arte è che non è importante quando sono state scritte o create, ma valgono sempre".

Rispetto reciproco
Con rispetto ai riti a cui deve far fronte in questo nuovo progetto, l'artista, in forma sincera e diretta, afferma: "Il primo passo è un gran rispetto per tutti gli aspetti tecnici dello spettacolo. Le coreografie hanno molte difficoltà, ma non richiedono un gran compromesso tecnico, ma una gran precisione in ogni movimento. Sono coreografie che a volte sono anche minimaliste, con movimenti lievi, e allo stesso tempo molto esatti e preziosi. In uno spettacolo in cui tutto funziona come il meccanismo di un orologio". Si tratta di un rispetto reciproco, visto che dalla parte dello staff creativo sono state prese in considerazione le qualità personali e la singolarità che ogni attore poteva apportare al suo personaggio. In relazione a ciò, Natalia dichiara: "E' un lavoro che arricchisce molto, in cui sto apprendendo ogni giorno, perchè oltre a sottomettermi a tutte le esigenze dello spettacolo, ho anche potuto apportare la mia particolare versione di questa assassina". Un personaggio che l'attrice definisce come "un'assassina vestita di paillettes e con l'eleganza di un clown", le cui pretese di grandezza si allontanano con l'ingigantirsi di questa attrice amabile e semplice, che considera la recitazione prima di tutto come "un esercizio di solidarietà, in cui non si può mai giudicare un personaggio".
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27.11.09

"Ho pianto quando ho saputo che avrei fatto 'Chicago"

L'attrice di 'El Internado', un'esperta di musicales, presenta oggi a Madrid la opera maestra del genere.

Comincia lo spettacolo. Il sipario di "Chicago" si apre a Madrid per dare il benvenuto al musical più popolare da che Broadway è Broadway.

Lo spettacolo si mette in marcia con Natalia Millán, l'attrice di 'El Internado', che da vita sul palcoscenico a Velma, una pericolosa donna che esercita un gran potere di seduzione sul grande pubblico. Di fondo, i divertenti anni 20, anni di cabaret, jazz, leggi severe e crimini senza scrupoli.

"Se io oggi sono attrice", racconta Natalia Millán a Qué! "è perchè a quei tempi, quando ero adolescente, ho visto 'All that Jazz' e mi sono innamorata di questa professione". Il film, uno dei sommi del genere diretto dal maestro dei musicales Bob Fosse, ha accattivato l'attrice dal primo momento.

"Bob Fosse è il padre di 'Chicago'. Quando mi hanno offerto di presentarmi ai castings per ricoprire questo ruolo, ricordo che scoppiai a piangere. Questo ruolo è il sogno della mia vita e dal primo momento ho sperato di dargli vita. Ancora non ho smesso di piangere per tutto quello che significa".

Delle lacrime che, oltre di emozione, nascondono molto sforzo per mettere in piedi questo progetto. "Se esiste una parola per definire 'Chicago' è la meticolosità. Tutto è messo al millimetro, perchè le coreografie, l'interpretazione, il canto... tutto, è così unito che devi curarlo al dettaglio perchè tutto sia perfetto. Puoi vedere un film, vedere altre versioni... puoi appogiarti a molti riferimenti, ma la chiave per mettere in piedi il tuo personaggio, qui o altrove, è nel personaggio e nelle prove. Provare, provare e ancora provare per costruire il tuo personaggio".

Ma allora, dove rimane il "Chicago" di Richard Gere e Catherine Zeta Jones, che interpretò il suo personaggio sul grande schermo?
"Magari anche io meritassi un Oscar", ride Natalia. "Si, ho visto il film e mi sembra fantastico, ma non ho voluto prendere nulla dalla sua interpretazione. Anche se magari mi è rimasto qualcosa nel subconscio...", ammette.

Quello che invece le è rimasto è il suo amore per gli anni 20. "Mi piace questa epoca. Se avessi la macchina del tempo, vorrei viaggiare fino a quell'epoca. Furono degli anni meravigliosi, pieni di ottimismo, di jazz e soprattutto, anni in cui le donne conquistarono parte della propria libertà a colpi di forbiaciate alle gonne. Fu magnifico. Se potessi vivrei lì".

Per il momento, e fino al prossimo giugno, Natalia Millán vivrà in questo 'Chicago'. Dopo, "si vedrà. Adesso non posso pensare a nient'altro che Velma e solo Velma. E' il personaggio della mia vita".

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5.11.09

Ancora video prove di "Chicago"

I video delle prove dell'attesissimo musical "Chicago" sembrano non essere ancora finiti...


25.10.09

Da "Chicago" al cielo


Aver battuto tutti i record di botteghino con "Cabaret" e tornare pronta per ripetere il successo con "Chicago" sono motivi più che sufficienti per sospettare che Natalia Millán sia diventata la regina del musical nel nostro paese. Per questo glielo diciamo non appena comincia la chiacchierata, ma non credite che l'attrice accetta semplicemente il complimento, anzi, al contrario risponde: «Non dirmi così; io sono una lavoratrice del mondo dello spettacolo, solo questo». Bene, lei potrà dire ciò che le pare, ma si può dire con certezza che, abituati ad applaudire le stranezze e a guardare con scettismo sé stessi, non sbagliamo nel dare importanza alla carriera di una donna che recita, balla e canta come poche mentre altre si dedicano a cercare il minuto di gloria 'warholiano' nei circhi mediatici. E, arrivati a questo punto, siamo d'accordo. Anche riguardo al fatto che di questi tempi il teatro va meglio che mai grazie al pubblico che si è stancanto di contemplare «frivolezze e cose di cattivo gusto» come dice lei. La cosa certa è che, estranea ai 'rumors' che non siano quelli dei tacchi di "Chicago", Natalia è immersa da mesi nei preparativi di quello che si annuncia il musical della stagione -debutterà al Teatro Coliseum di Madrid il prossimo 27 novembre-, progetto che concilia con "El internado" (Antena 3). Il lato televisivo di Natalia in serie come questa e "Un paso adelante" è servito a tutti per conoscerla un po' meglio, ma non per sapere che dietro i lineamenti spigolosi e il corpo più che perfetto si nasconde la stessa persona che ha dato i suoi primi passi come cantante e ballerina professionista. Così nel suo curriculum si trovano dati cuoriosi come il suo passaggio per la Compañía Nacional de Danza, con la quale ha lavorato in «Mata-Hari», di Marsillach, e «La reina del Nilo», tra le altre cose. O meglio ancora: nel 1987 ha collaborato con Luis Eduardo Aute nel disco "Templo" nel quale interpretava vari brani. Da allora ha piovuto molto, ma Natalia continua ad essere affascinata dal musical, la stessa sensazione che ha avuto quando ha visto "All that jazz" di Bob Fosse, autore di "Chicago" e decise che voleva vivere di questo: «É stato il motore che mi ha dato la spinta e oggi mi da la forza per continuare». Tanta, che quando l'hanno chiamata per interpretare Velma Kelly nel conosciuto musical -ruolo che al cinema fu interpretato da Catherine Zeta-Jones-, Natalia non ha dubitato neanche un minuto. Ci chiede di non domandarle l'ultimo film visto e neanche il libro sul comodino: senza un attimo di respiro tra un copione e l'altro, al momento nella sua vita non c'è tempo per l'ozio. Lavoro duro, come quello che esigeva quell'insegnante di "Fame", che per l'attrice significa dedicarsi al cento per cento a dare vita al suo alter ego. Il suo segreto? «Metterci il cuore e dare il massimo, anche nel più piccolo movimento, affinché tutto ciò continui». Detto questo, Natalia ci saluta con un sorridente «mucha mierda» e con la promessa di vederci nuovamente la sera che si aprirà il sipario.

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23.10.09

Durante le prove di "Chicago"

La SAGE apre le porte alle telecamere.
Così gli attori protagonisti, tra cui Natalia, si preparano al 26.10.2009.

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Natalia Millán: tutto è jazz
Questo è stato il film che ha portato una giovanissima Natalia Millán a lanciarsi nel mondo della recitazione e far diventare realtà la sua passione per il teatro e per i musical. Attrice formata nel ballo, nel canto e nell'arte drammatica, Millán mostra la sua incondizionata ammirazione per l'opera di Fosse, al quale deve in parte i suoi riconoscimenti come stella del genere grazie al successo ottenuto con la versione di 'Cabaret' diretta da Sam Mendes che fu rappresentata per la prima volta a Madrid nel 2003.

Per tre stagioni, l'attrice, che aveva ottenuto grande popolarità con i suoi ruoli in serie televisive come 'El súper', 'Un paso adelante' e 'El internado', si è messa nei panni della vulnerabile Sally Bowles, ottenendo qualcosa che sembrava impossibile: far si che lo spettatore potesse dimenticarsi per qualche momento che Liza Minelli interpretò Sally Bowles nella versione cinematografica diretta da Fosse nel 1972.

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Con il rispetto che suppone trovarsi di fronte un personaggio che è stato interpretato da attrici come Ute Lemper, Natalia Millán assume con illusione il terrore di rivivere la Velma Kelly concepita da Fosse, Kender y Ebb, una donna con molto carattere.

Con un luccichio speciale nello sguardo che rende ancora più impressionante la sua presenza, Natalia Millán ha fiducia in che la risposta del pubblico sia quella che merita un'opera che, con la sua messa in scena spoglia e carente della spettacolarità che si è soliti associare a questo tipo di musical, esige uno sforzo agguntivo da parte di un insieme di attori che sono preparati per lasciare la pelle sul palcoscenico del Teatro Coliseum di Madrid.

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Video prove "Chicago"

In questo video potete ammirare i tre protagonisti del musical "Chicago", accompagnati dal corpo di ballo e in diretta dall'orchestra, mentre preparano lo spettacolo al SAGE di Madrid.
Gli attori invitano il pubblico a non perdersi quello che è "il musical per eccellenza".


22.10.09

"Chicago" apre le porte alla stampa durante le prove

Il polisportivo SAGE di Madrid accoglie da tre settimane le prove della produzione spagnola dell'emblematico musical di Kander & Ebb che inizierà ad essere rappresentato in anteprima nel Coliseum dal 19 novembre.
I mezzi di comunicazione hanno avuto il privilegio questa mattina di presenziare in diretta ad alcune scene di CHICAGO, EL MUSICAL, la produzione spagnola del musical che verrà rappresentato ufficialmente nel Teatro Coliseum di Madrid il prossimo 27 novembre dalla Stage Entertainment España.
I registi del musical Scott Faris e Moira Chapman, hanno presentato i tre numeri che la compagnia ha interpretato, senza abiti di scena e in uno spazio ridotto, di una delle sale polivalenti del polisportivo SAGE di Madrid, dove dai primi di ottobre si prova lo spettacolo.

Natalia Millán (Velma Kelly), Marcela Paoli (Roxie Hart) e Manuel Bandera (Billy Flynn) hanno interpretato le versioni in spagnolo delle canzoni “All That Jazz”, “Roxie” e “All I Care About is Love” accompagnati in diretta da una ridotta banda musicale sotto le direttive di Sergi Cuenca, direttore musicale di questa produzione supervisionata da Gareth Valentine.

I protagonisti insieme al corpo di ballo hanno mostrato le anteprime realizzate durante i primi giorni stressanti di prove.
Manuel Bandera dice: "Avevo già lavorato con Natalia Millán in CABARET. Quando mi chiamò il mio agente e mi disse che volevano farmi delle audizioni per CHICAGO ero contentissimo e quando mi dissero che la prescelta era stata Natalia, molto di più. Con lei ho lavorato stupendamente bene. E' una collega fantastica e un'attrice meravigliosa, quindi è un lusso per me."
Anche Natalia Millán ha degli elogi per i suoi colleghi: "Manuel è quasi come mio fratello, gli voglio molto bene. Ci conosciamo bene come attori ed'è molto comodo lavorare con lui. Anche se in scena passerò più tempo con Roxie, con Marcela, che è stata una scoperta umana stupenda. E' una donna meravigliosa che farà un'incredibile Roxie. Ho una chimica stupenda con tutto il cast."
Natalia Millán sottolinea che sta vivendo tra le nuvole il ruolo di Velma Kelly: “Ancora non ci posso credere. Mi sto divertendo tantissimo, ma soffro anche molto, perchè voglio farlo così bene che non so se ne sarò capace".

Una delle peculiarità del musical CHICAGO è la sensualità delle sue coreografie, qualcosa che Natalia Millán relaziona con lo stile del coreografo originale: “Fosse era molto sensuale. Per lui la sensualità e la sessualità erano molto importanti e lo mostrava molto sul palcoscenico. Lo fa in un modo che non perde mai l'eleganza. E' molto coraggioso, perchè non si fa scrupoli a raccontare la qualsiasi, ma lo fa senza perdere l'eleganza."
Millán ci confessa che "da sei mesi ascolto in auto tutte le versioni di CHICAGO”, uno spettacolo basato su un fatto reale: "Negli anni 20 avvenivano molti omicidi e i giornalisti davano molto spessore a ciò trasformando gli assassini in gente famosa che la gente adorava. CHICAGO tratta proprio di questo, di dove è capace di arrivare una mente impazzita per ottenere la fama... Questo mi fa pensare molto a oggi, è qualcosa di molto attuale", spiega l'attrice.

Tra meno di un mese CHICAGO, EL MUSICAL sarà al Teatro Coliseum di Madrid... and All That Jazz!

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19.10.09

Natalia a "Cronicas marcianas" nel 1999

Nel 1999, per celebrare i 600 episodi della serie televisiva "El super: historias de todos los dias", Natalia viene invitata al programma "Cronicas marcianas" insieme ad altri due protagonisti della serie, Andres Resino e Manuel Bandera, con cui ha recitato in "Cabaret" e con cui vedremo presto in Chicago.

Intervista video "Tal cual lo contamos" - presentazione di "Chicago"

"Tal cual lo contamos" intervista per un minuto Natalia alla presentazione del musical Chicago.



Grazie a bagbio per aver registrato l'intervista.

14.10.09

Intervista "Semana" - 14/10/2009

Natalia Millán e Manuel Bandera presentano un musical

Sei anni fa lavoravano insieme in “Cabaret” e adesso Manuel Bandera e Natalia Millán presentano, con la argentina Marcela Paoli, nello spettacolo “Chicago”, il musical che al cinema fu interpretato da Richard Gere, Catherine Zeta-Jones e Renée Zellweger. Sarà il 27 novembre, nel madrileno Teatro Coliseum.
Lo spettacolo, che da più di un decenno trionfa a Broadway, è ambientato negli infelici anni 20 e racconta la storia di due donne che coincidono nello stesso carcere, accusate di omicidio, e un ambizioso avvocato disposto a tutto per salvare le sue clienti.
Manuel e Natalia, che è stata in tournè con l'opera “El mercader de Venecia” e che già gira la sesta stagione di “El internado”, sono felicissimi di questo progetto che considerano un regalo.

E' importante la fortuna in questa professione, Manuel?
Sí, perchè non sai mai cosa stanno cercando ed è lì che entra in gioco il fattore "fortuna". Questa è una carriera con alti e bassi, ma posso sempre contare sui miei.

Sei d'accordo, Natalia?
Influisce la fortuna, ma anche il lavoro quotidiano, non è facile decollare, di fatto, i miei primi anni non sono stati facili, ma se lotti duramente e non ti adagi sugli allori puoi mantenerti.

E il vostro motore è la famiglia?
Certo, sono molto riconoscente a mia moglie e a mio figlio. Mi sostengono nei brutti momenti e nelle arrabbiature, sono molto critici, dice Manuel.
E aggiunge Natalia: “Mi piace tantissimo stare con i miei. Mangiare insieme, andare al cinema... E poi mia figlia è già una signorina di 15 anni con un buon criterio e per me le sue valutazioni critiche sul mio lavoro sono molto importanti."

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grazie a samureta per la scannerizzazione

15.9.09

"Lo + plus" (2003)

Qualche giorno fa vi avevamo detto che le soprprese non erano finite. Bene. Infatti non sono finite! Oggi vi proponiamo un video del 2003 del programma "Lo + plus" del 2003, in cui Natalia è stata ospite insieme ai suoi colleghi di "Cabaret" Asier Etxeandia e Manuel Bandera.

Speriamo che i video vi picciano e che continuiate a visitarci perché le sorprese non sono di certo finite!

Parte I




Parte II



Infine, disponiamo anche della galleria di foto del programma.

7.9.09

Intervista esclusiva a Natalia per il nostro sito!

I suoi primi passi nel mondo dello spettacolo, i personaggi a cui ha dato vita a teatro, il suo primo amore, in televisione e al cinema, la sua visione della professiore dell'attrice, un suo aspetto che nessuno conosce...

Scopri i pensieri, le passioni, i sogni e le paure di questa grande e completa artista in una lunga intervista concessa a www.nataliamillan.net prima dell'inizio di una rappresentazione di "El Mercader de Venecia", in cui interpreta Porzia e con la quale si trova attualmente nel Taatro Infanta Isabel di Madrid.

Solo qui, per i visitatori di de www.nataliamillan.net

Non te la puoi perdere!


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Qual'è stato il tuo primo lavoro in questo mondo? Che ricordi hai di questa esperienza?
La prima volta è stata ballare per un programma televisivo. Allo stesso tempo ho fatto il primo spettacolo teatrale "My fair lady". Non so quale abbia fatto prima, sono arrivate entrambe le cose nello stesso momento ma credo che prima ci sia stato il programma televisivo con il ballo, ma il primo lavoro più importante per me è stato “My fair lady”, il musical.

“El cepo” è stato uno dei tuo primi film. Come è stato fronteggiare le telecamere per la prima volta?
Io non ho fatto questo film. C'è scritto su internet ma io non so cosa sia questo film. Se l'ho fatto, non me lo ricordo (ride), ma credo di no... Quando mi sono iscritta all'AISGE, che è un'associazione che gestisce i diritti degli artisti, mi hanno detto che c'era già una Natalia Millán attrice, quindi sospetto che si tratti del suo film. Inoltre ho voglia di vederlo perchè forse so cosa potrebbe essere... una volta facevo delle comparse per guadagnare denaro per pagarmi le lezioni perchè mio padre non voleva che mi dedicassi allo spettacolo quindi l'ho ingannato per un po' di tempo, ma quando ho smesso di farlo ho dovuto arrangiarmi da sola, quindi ho fatto quella che si chiama comparsa speciale. Ero giovane, carina, e facevo una delle morte. Mi hanno fatto molte fotografie di quelle che aveva la polizia e poi mi hanno messa sotto un tavolo, mi hanno truccata, e facevo da testa decapitata. Quindi non so se fosse questo film, ma come vedi non ha la minima importanza (ride). Se è questo... non so, io credo di non aver lavorato in questo film, ma se ho lavorato ci ho messo la testa decapitata (ride).

Nei programmi di Hermida ti sei data a conoscere al grande pubblico... Come è stata l'esperienza?
No, non mi sono data a conoscere al pubblico. È stata una collaborazione senza molta importanza, per questo non mi ha dato popolarità nè altro. Al contrario, è stato un lavoretto per poter continuare a pagarmi le lezioni. Se ne fanno molti di questi che neanche ti piacciono ma li fai per guadagnare denaro.

E' vero che da giovane formavi parte di un gruppo di ragazze chiamate “Urania”?
Si e no. Non era di ragazze, era un gruppo pop e io ero la cantante, ma avevamo registrato una cassetta e non ha funzionato (ride).

Avevi intenzione di iniziare come cantante invece di attrice?
No, no. La prima cosa che ho sempre voluto essere è stata essere attrice, tutto il resto mi piace molto ma io e il mio fidanzato di allora, che è uno dei miei migliori amici adesso, è un musicista, Álvaro Peire, un ottimo compositore, eravamo molto giovani entrambi e abbiamo provato. Eravamo in casa a litigare e componevamo canzoni (ride). Ma c'erano cose divertenti, eh!... C'erano canzoni divertenti, ma non so, semplicemente non ha funzionato (ride).

Conservi qualche disco o qualche cassetta?
Non so, qualcosa la devo avere conservata ma non so nemmeno dove. L'altro giorno ne parlavo con mia figlia e le ho detto "Se trovo la cassetta la ascoltiamo...", ma non l'ho trovata.

La vanità aiuta o danneggia nel tuo lavoro?
Io credo che lo danneggia, è un nemico che sta lì tutto il tempo ed è molto facile che l'ego si amplifichi. Per esempio voi siete molto attente con me, mi aspettate all'uscita, all'entrata, regali, ammirazione e io posso subito credere che sono la migliore invece no, non è così... espongo semplicemente il mio lavoro. Questo è il peggior nemico di un attore... quando credi di essere superiore a tutti e di sapere tutto, questo è il peggio. Se c'è qualcosa di vero e che i grandi sanno usare è che a volte hai bisogno di concentrazione, solitudine e relax, quindi per esempio quando ci parlano degli attori americani che hanno la loro roulotte personale, diciamo che sono le grandi stelle e non è così. È che sono molto intelligenti perchè un attore ha bisogno di concentrazione e di stare solo prima di recitare, quindi ci sono volte che si sente dire "Oh, la stella, la limousine"... si, ma è che i produttori americani sono molto furbi: lasciateli tranquilli, concentrati... Devi pensare a tante cose, devi inventarti tante cose, non puoi pensare a quello che succede fuori e quando si sente "azione" l'attore è concentrato nel suo film, nella sua storia.

A te piaverebbe lavorare a Hollywood?
Io credo che a qualunque attore piacerebbe stare lì perchè sono sicura che lì è più facile perchè si lavora molto bene, hanno tutti i mezzi, tutte le conoscenze, quindi sicuramente lì è molto più facile, e poi ho capito che hanno i loro coach personali che parlano con il regista e se prima il tuo coach personale non è d'accordo con la sequenza, il regista non la può dare per valida, quindi è tutto più facile perchè è tutto a tuo favore. Quindi si, mi piacerebbe, ma non è stato mai il mio obiettivo andare negli Stati Uniti nè trionfare, no. Forse in un altro momento della mia vita è stata più importante la professione, ma da anni per me la cosa più importante è la mia vita personale.

Alcuni dicono che gli attori sono narcisisti. Da dove viene questa voglia di esprimervi, di trasmettere?
Ci ho pensato molte volte perchè ho preso la decisione molto presto. Ti chiedi se era un momento maturo della tua vita per prendere una decisione così importante come cosa farai per il resto della tua vita. Ci sono anche attori che hanno una vocazione tardiva o che prendono la decisione più tardi, ma normalmente è una decisione che si prende molto presto e quindi a volte mi chiedo se non ci fosse qualcosa di questa immaturità dell'adolescenza che si cerca, che hai bisogno di sentirti al centro... non so, forse c'è qualcosa del genere, forse in alcuni casi c'è. Ma dopo devi maturare e sapere che è un lavoro. Io oggi come oggi la considero un artigianato, più che altro. E anche questa necessità di comunicazione: è molto comune la timidezza negli attori, lo sappiamo tutti. Quindi a volte ho pensato che forse è una difficoltà di comunicare davanti alla gente e quest'impossibilità ce la fa cercare in un'altra forma, nascosta dietro una maschera, dietro parole che ti prestano... forse è così, ma non voglio entrare nell'ambito della psicologia.

Molti attori sono timidi?
Ce ne sono molti. Io non li ho contati, non ho le statistiche, ma ce ne sono molti.

Quindi ci sono molte persone timide, che vogliono essere attori, che hanno vergogna a parlare in pubblico e ci riescono così...
So che questa cosa è studiata: i bambini timidi e introversi, con problemi di vergogna, negli spettacoli di teatro sono quelli che funzionano meglio. E il bambino in generale più sciolto, poi sulla scena rende di meno. Molte volte ci muovono le carenze, cerchiamo quello che non abbiamo.

Quale diresti che è il tuo punto forte come attrice?
Non so, ci dovrei pensare (pensa alla risposta)... Io lo posso pensare da dentro, quello che a me da forza... da fuori è sempre un po' diverso. Io sento molto rispetto per il mio lavoro e cerco sempre di avere un compromesso con quello che faccio quindi quando ci riesci, a volte non ce l'hai e devi fare come se ti succedesse qualcosa, ma normalmente quando ottieni questo compromesso, questo essere concentrato in quello che stai facendo, allora è quando hai la forza. Non c'è sempre perchè in realtà è una questione di compromesso con quello che fai, di concentrazione, di rispetto. Precisamente non c'è nessuna vanità o cose del genere...

Qual è stato il peggior momento della tua carriera professionale? E il più gratificante?

Il peggiore? Di fronte ai peggiori momenti la mia mente fa “click” e li cancella (ride). Ma vediamo, il peggiore?... Non lo so perchè anche dei lavori meno gratificanti, sempre apprendi qualcosa. Non mi vengono in mente momenti concreti, un giorno in cui sia sucesso qualcosa di terribile. Ma non lo so... credo che si apprende sempre e non so nemmeno dire qual'è stato il più gratificante. Ci sarà ma non ce l'ho segnato nell'agenda (ride).

Con il passare degli anni, in cosa è cambiato il tuo punto di vista sulla professione dell'attore?
E' un po' quello che ho detto prima... io lo considero un lavoro di artigianato, un ricamo che fai punto dopo punto, piano. Non so se nel periodo dell'adolescenza quello che mi richimava l'attenzione era la fama. Credo che non è mai stato così, infatti io all'inizio ho fatto solo teatro, eccetto qualche cosa sporadica di cui parlavamo prima, ma io facevo teatro e volevo fare solo teatro, e il teatro non da fama. Forse da gloria, una gloria ridotta, ma non fama e per questioni pratiche ho iniziato a fare televisione. Quindi non so... c'è sempre il pericolo di diventare un po' stupido, ma non è mai stato questo a richiamare la mia attenzione, di fatto, come persona timida, la fama non coincide molto con me.

“Mi último verano con Marian” è un lavoro diverso perchè è stato girato su una barca. Quali sono state le maggiori difficoltà?
Io credo che questo sia stato uno dei peggiori momenti adesso che lo menzioni. Credo che non avrei mai dovuto fare questo film perchè io mi sento male non su una barca, io mi sento male su un'altalena! Mi sento male con un videogioco, con il film di Harry Potter... questo da una parte. Il mare di terrorizza. Mi piace molto nuotare, ma in una piscina calda. Il mare mi fa molta paura perchè io sono della generazione di bambini traumatizzati dal film "Lo squalo". Sono a mare e immagino le mie gambine e “chopa, chopa, chopa...” (con le dita imita il movimento delle sue gambe) , quindi è stato orribile. Poi era settembre-ottobre per cui l'acqua era fredda e io sono molto freddolona, quindi era tutto contro: mi sentivo malissimo, prendevo pastiglie per il mal di mare che mi seccavano la bocca e non potevo quasi parlare. Avevo un'insicurezza tremenda perchè non parlavo bene, quindi credo che siano state le peggiori riprese della mia vita (ride). Non potevo nemmeno parlare quindi non ero concentrata nel mio lavoro e pensavo “Dio mio, lo farò male" e quindi la nausea, il freddo, l'acqua... tutto orribile. Orribile (ride).

Quindi adesso hai risposto alla domanda di prima.
Ho risposto a quella di prima. Certo, certo (ride)...

E parlando di acqua... com'è stato girare la scena del lago de “El internado”?
Neanche mi è piaciuto. Con l'acqua non ho una buona relazione (ride), quindi mi ha dato un po' di rabbia però sempre succede: per girare trenta secondi, ci stai un sacco di ore. A questo sono abituata, ma siccome questa volta si trattava di qualcosa di forte, stavo aspettando di vedere la puntata e quando è arrivata, ho detto: “E basta? Tanta sofferenza!...", la muta, l'acqua dappertutto, il fango... Mi sono scottata, perchè tra l'altro il sole mi brucia molto, e poi basta (ride). Tutto il giorno lì a girare e poi io avevo il “Gala de la danza” che presentavamo io e Manuel Bandera. Avremmo dovuto ballare tutti e due, ma stavamo girando e siamo arrivati tardi, ci stavano aspettando e non c'era più tempo quindi l'abbiamo solo presentato, abbiamo letto il manifesto e niente... ma voglio dire: tutto il giorno dalla mattina a girare quella scena, non sono arrivata alla gala e dopo... basta così (ride). Ma a me queste scene forti, di azione, quando succede qualcosa di grosso, certo, mi piacciono e poi è più facile. Queste cose estreme sono le più facili da fare, hai bisogno di più energia ma sono le più facili da fare, più delle scene quotidiane. Questo è più difficile che una cosa estrema perchè lì si che la concentrazione è molto grande, non hai tempo di pensare ad altre cose.

Come è arrivato il ruolo di Elsa nelle tue mani?
Non ricordo bene, credo che sia stata una telefonata di Luis San Narciso perché siccome ho già lavorato con la produzione altre volte in “Un paso adelante” e “Policías”, quindi... così. (sorride).

Finalmente Elsa si è ribellata alla violenza fisica e verbale del suo compagno Jacques Noiret. Questo è un esempio da seguire per tutte le vittime di abusi. Sei stata orgogliosa come donna di interpretare questa scena e dare un messaggio così importante?
Si, ma avevo un po' di paura perché è un tema da trattare sempre molto bene, con molta attenzione perchè nessuno c'è dentro, non sappiamo come vanno le cose e quindi certamente va sempre denunciato, ma senza approfittarsene, non utilizzarlo come risorsa di finzione, quindi avevo un po' paura... mi ha fatto piacere che fosse breve, avevo paura di interpretare per troppo tempo una donna maltrattata e non raccontarlo bene. Quindi mi ha fatto piacere che fosse poco, uno schiaffo e mi sono ribellata (ride).

A volte ti abbiamo vista come presentatrice in programmi televisivi. Ripeteresti l'esperienza?
Mai dire mai. Non si può sapere quello che può succedere. Non fa per me nè mi piace... non lo so, non puoi dire che non farai mai qualcosa perchè non si sa, ma inizialmente non mi piace e non sono presentatrice, io l'ho sempre detto: un attore è un attore e un presentatore è un presentatore. Ci saranno casi in cui si può essere entrambe le cose ma io non sono presentatrice, io sono attrice. Al principio direi che non lo cercherei ma non so che cosa può succedere nella vita, mamma mia, può succedere di tutto...

“Sangre de mayo”. Hai lavorato con in una gran produzione diretta da José Luis Garci... Come hai ottenuto il ruolo? Hanno pensato direttamente a te o ti sei presentata a qualche casting?
No, mi hanno chiamato direttamente. José Luis Garci normalmente lavora così: cerca la gente e poi spesso vede la televisione, ci sono sempre molti pregiudizi sulla gente della televisione nel cinema e lui molte volte sceglie attori per lavori televisivi. A me ha detto che mi aveva vista in “Un paso adelante”, ma non ne sono sicura, e mi hanno chiamata, ho letto il copione e mi é piaciuto, mi è sembrato meraviglioso, anche il personaggio mi è piaciuto, e niente... così. La verità è che poi hanno cambiato un po' il personaggio. Nell'opera di Perez Galdós era meraviglioso ma al cinema bisogna ridurre. Nel libro si chiama Amaranta... Amaranta, credo di si, è che ho una pessima memoria... ed era meraviglioso il personaggio perché poi c'era un cambio di argomento meraviglioso perchè in realtà Amaranta è la madre della fidanzata del protagonista. Una madre adolescente, ha avuto una figlia, l'ha abbandonata, nessuno ha saputo niente, era un mistero e in realtà era la madre di Inés ma nel film non si capisce, il film si ferma alla parte più superficiale del personaggio. E poi c'era la versione per il cinema e un'altra più lunga per la tv, avrebbero fatto quattro episodi e lì ci sarebbero state scene che non si vedevano nella versione cinematografica e si capiva un po' meglio, perchè nella prima versione non si capisce perchè la povera Anastasia dice le cose. Ci sono cose molto belle che dice per cose che ha detto precedentemente e nel film non si vede. Dice una cosa e ti chiedi perchè adesso dice che le piacerebbe aver nuotato ed è perchè c'è una scena in cui hanno parlato di non so cosa... In realtà il film è stato un fallimento, non è venuto bene. Questo tipo di film di grande produzione bisogna dominarlo e Garci è un maestro, un erudito del cinema, ma questo è il suo ritmo... un film di guerra e storia a ritmo così lento cade e i suoi film di solito sono di cose piccole, due personaggi che parlano, l'atmosfera, gli uccellini... sono così, quindi io credo che questo non è il linguaggio che lui domina. Lui adora il cinema classico e gli rende molti omaggi, che in un altro tipo di film può andare bene. In questa era un po' lento.

Adesso sei a teatro con “El mercader de Venecia”, e interpreti Porzia. Ti è risultato difficile metterti nella pelle di una donna di altri tempi?
E' che non siamo così diversi, cinque secoli non sono nemmeno tanti. L'essere umano non è cambiato tanto. E' cambiato ciò che ci circonda, molte cose sono cambiate ma i sentimenti, le emozioni, le cose fondamentali sono le stesse. E poi mi metto nella pelle di questo personaggio dalla mano di don William Shakespeare che lo rende così facile... la cosa difficile è il rispetto che da, l'ho giò detto in altre interviste perchè lo penso e lo sento, la cosa difficile è la paura di farlo male perchè è un sacrilegio, è un peccato farlo male con Shakespeare, ma è molto più facile interpretare un personaggio scritto come questo, come qualunque altro di Shakespeare, anzichè un personaggio della tv, dove ci possono essere sceneggiatori geniali ma non hanno tempo, tutto va molto veloce e quindi questo è davvero meraviglioso. L'unica cosa è che non vuoi distruggerlo, per carità, non lo voglio distruggere. Che arrivi puro senza interferenze, è l'unica cosa che voglio ed è più facile.

Un lato di te che nessuno conosce: come eri da piccola? Monella, buona...?
Ero buona. Da adolescente sono stata cattiva, poverina mia madre (ride), ma da piccola ero buona, buona studente e molto timida, terribilmente timida. Mi ricordo di tutte le mattine quando mia madre mi portava al pullman per andare a scuola e c'era sempre un signore, tra l'altro molto gentile, molto educato, che aspettava un altro signore con cui andava al lavoro e lo aspettava sempre al portone e alla stessa ora ogni giorno uscivamo dall'ascensore e nell'ascensore mia madre: “Saluta il signore tal dei tali. Per favore, digli buon giorno”. Ed era un supplizio tutte le mattine, non potevo dire buon giorno. E mia madre: “Natalia, dici buongiorno" ed io rossa. Non potevo dirlo, non potevo (ride)... E per esempio quando facciamo interviste preferisco la radio alla tv mille volte perchè se non ti vedono sei più rilassata.

Hai qualche sogno da realizzare?
Moltissimi... non me ne viene nessuno adesso (ride)... molti viaggi, tanti posti...

E come attrice?
Come attrice mi lascio sorprendere perchè arrivano cose meravigliose... Io non avevo mai desiderato di fare Porzia e adesso è la cosa più bella che ho fatto come attrice quindi mi lascio sorprendere. C'è una cosa molto bella che è in fase di gestazione, ma ancora non posso parlarne. C'è una cosa che può essere vera... facendo questo posso ritirarmi, vedremo. Se faccio questa cosa, se questa cosa viene bene, se non riesco a lavorare mai più non succede niente. E non l'ho cercata, è venuta.

Alcuni famosi si lamentano di non avere vita privata e allo stesso tempo sono sempre a feste ed eventi mondani. Tu non appari mai in nessuna rivista di gossip e sei un'attrice apprezzata che lavora molto...

Penso che c'è molta confusione, ma non negli attori, credo in tutto il mondo. Per esempio, io sono assolutamente contraria a vendere la propria intimità, mi sembra qualcosa di orribile. È quello che dicevo prima, non so, uno non sa mai quello che gli può succedere nella vita e le cose che dovrà fare e, non so, ci sarà gente che avrà motivi molto importanti per farlo o perchè gli piace ma voglio dire che in principio è qualcosa che non mi piace, ma credo che il fatto che una persona venda in un determinato momento un momento della sua intimità non da il diritto agli altri di vendere per sempre la sua intimità. Quindi c'è confusione tra la libertà di espressione, libertà di informazione e l'intimità della gente... Se una signora si lascia forografare in costume o nuda in una rivista, non da diritto a nessuno di essere poi fotografarla se è in spiaggia. Non c'è diritto. Si, è in un luogo pubblico ma non è un momento pubblico, è un momento della sua vita privata. Quindi credo che ci sia un po' di confusione e poi una cosa che non lo rende facile è che adesso tutti abbiamo le fotocamere e in qualunque momento della tua vita privata ti possono immortalare, quindi è un momento complicato, credo che manchi rispetto in generale. Non c'è rispetto per alcune cose che dovremmo rispettare fondamentalmente e un'altra cosa che dico molte volte, ma è vera: quando io ero piccola e con il gruppo di bambini giocavamo, vedevamo una signora che guardava, quelle che sempre vedi dietro le tende, allora dicevamo: “Una pettegola! Guarda, una pettegola!" ed'era molto brutto. Oggi essere pettegoli è una professione, è un mestiere, quindi credo che siamo confusi, la società si sta confondendo con tutto ciò. Ci sono cose che non devono interessare a nessuno e se ti interessano non è corretto, ma per lo meno fai finta di niente (ride).

E a te è costato molto mantenerti lontano da tutto questo?
No, non è stato complicato. Ci sono rimasta male due o tre volte, quando facevo “El Súper”, era la prima volta che facevo televisione e venivano a fare interviste e io dicevo sempre che non volevo parlare delle mie cose personali e che credevo che non fosse necessario, e la gente attorno mi diceva che mi avrebbe fatto bene così diventavo popolare, ma io non volevo. Quindi ho notato che adesso c'è un po' più di rispetto perchè un po' ti conoscono, ma all'inizio non ti rispettano affatto. E poi parlare della mia vita privata non mi serve a niente, se non per stimolare i pettegolezzi. Non mi da lavoro parlare della mia vita privata, nè mi piace, quindi... Non so... sempre hai il dubbio di lavorare di più facendo queste cose...

Ma tu non ne hai bisogno.
Tocchiamo ferro (ride).

Sei una donna che organizza tutto, o che vive la vita giorno per giorno?
Sono molto caotica e credo che sia in parte dovuto ad un certo disordine mentale (ride), perchè credo che sia per un eccesso di perfezionismo che fai tutto male (ride), vuoi fare tutto e non ci riesci... Sono molto caotica. I miei colleghi ridono molto perchè nel mio camerino mi circondo di tutto. Io so dov'è ogni cosa, c'è una certa logica...

Che pensi di alcune tradizioni spagnole come la corrida e “la cattura” dei Sanfermines di Pamplona?
Orribile. Mi vergogno di questa tradizione assurda del mio paese. Orribile. Non trovo nessuna giusificazione, nessuna.

In “Regreso a Moira” hai interpretato una donna emarginata e uccisa dal bigottismo. La religione può essere una salvezza, ma a volte può portare a gesti estremi. Qual'è la tua opinione sull'argomento?
Credo che in qualunque cosa della vita il fondamentalismo è un male. Io sono molto rispettosa con la fede, non con le istituzioni religiose, ma la fede personale di ognuno mi ispira molto rispetto. Io non ce l'ho, ma rispetto molto questa fede e in realtà mi piacerebbe averla. Ci sono persone care che se ne sono andate e mi piacerebbe credere che siano da qualche parte e non che semplicemente se ne sono andate con l'ultimo battito del loro cuore. Ma è vero che tutte queste idee possono essere male utilizzate e manipolate. Tutte le grandi verità della vita, nella religione nella politica... le idee importanti possono essere sempre pericolose, sempre si possono utilizzare per maneggiare e manipolare gli altri. Quindi per esempio la paura che abbiamo tutti verso il fondamentalismo islamico... non sono per niente esperta, ma qualunque base di qualunque fede religiosa ha sempre una parte meravigliosa che è cercare di mettere ordine nelle relazioni umane ma male utilizzata è pericolosissima.

Domande veloci
Cibo preferito...
Qualcosa che mi piace molto?... dipende, non ho cose preferite, mi dispiace... Può essere che oggi all'improvviso ho voglia di una fetta di carne e domani di una mela e dopo domani di un pezzo di cioccolata. (*)

E qualcosa che ti disgusta?
I cavoletti di Bruxelles.

Non usciresti di casa senza...
Senza la mia colonia di violette e la protezione solare.

Un sogno ricorrente...
Un incubo. Sono rinchiusa in un posto stretto, vedo la luce e non posso uscire. A volte ho pensato che forse è un ricordo della nascita, che è stata molto difficile, sono nata per miracolo e sono rimasta bloccata, avevo una riga sulla testa. Quest'incubo si ripete spesso...c'è un corridoio, un buco di un ascensore, qualcosa di stretto e vedo la luce ma non posso uscire. Orribile.

E sei claustrofobica?
No, non credo. Non ho mai sentito quest'angustia.

E la tua paura più grande?
Che le persone che amo vadano via, che vadano via per sempre...

Una fobia.
Una che è molto difficile da spiegare, che inoltre è ereditata perchè anche a mia madre succede: una cosa che ha molti buchi vicini tra loro mi rende nervosa. Per esempio un nido d'api, questo tipo di cose... un pezzo di pelle ampliato in cui si vedono i pori. E le mosche. Le mosche non le sopporto.

Un regista.
Uno con cui mi sarebbe piaciuto lavorare e non ho avuto la fortuna di farlo: Miguel Narros, un regista di teatro meraviglioso.

Un film.
“All that jazz” grazie al quale mi trovo a fare questo mestiere. Quando l'ho visto, ho deciso che volevo dedicarmi a questo.

Un cantante o gruppo preferito.
Un gruppo che mi piace? Non so, vediamo se mi viene in mente...

Il tuo scrittore preferito.
Mi piace molto quello di “Cento anni di solitudine”... meraviglioso... Gabriel García Márquez.

Una città spagnola.
Non ho città preferite, ma giusto oggi ho sentito alla radio che c'è il Festival di Olite ed è un luogo meraviglioso, bellissimo, da favola. Questo perchè ce l'ho in mente oggi, e un altro che mi sembra anche magico è Cadaqués, vicino Gerona, ma non d'estate. E' meraviglioso, sempre che non sia nè luglio nè agosto.

Il tuo racconto preferito.
“Sogno di una notte di mezza estate”.

Un cartone animato.
“La pantera rosa”.

E' vero che ti piacciono anche “I Simpson”?
Si si, mi piacciono molto. Li ho scoperti tardi, quando già tutto il mondo ne era pazzo e io ero di quelli “perchè si lasciano prendere da questi cartoni?”. E con Violeta, mia figlia, abbiamo già visto tutti gli episodi perchè li replicano, ma mi piacciono molto.


* dopo aver provato un dolce napoletano chiamato pastiera, offerto a Natalia dallo Staff di www.nataliamillan.net, la stessa attrice finalmente risponde alla domanda, dichiarando che la pastiera è il suo cibo preferito.





Intervista elaborata e realizzata da Rosaria Gabellone e Chiara Marcolin, con la partecipazione e collaborazione speciale di Ana Mora.
Fotografie: Ana Mora.
Intervista esclusiva di www.nataliamillan.net. E' proibito il suo uso, manipolazione o riproduzione della stessa in altre pagine web, forum, fotologs, ecc.

3.8.09

Natalia parla per www.nataliamillan.net (25/07/09) ANTEPRIMA

Natalia Millán parla per www.nataliamillan.net, concedendo un'intervista esclusiva prima dell'inizio di uno spettacolo di "El Mercader de Venecia", nella quale interpreta Porzia e con cui è attualmente nel Teatro Infanta Isabel di Madrid.
Questa è un'anteprima dell'intervista, in cui Natalia risponde ad alcune domande riguardo i suoi gusti personali.
Presto l'intervista completa. Non perdetevela!


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Cibo preferito...
Qualcosa che mi piace molto?... dipende, non ho cose preferite, mi dispiace... Può essere che oggi all'improvviso ho voglia di una fetta di carne e domani di una mela e dopo domani di un pezzo di cioccolata. (*)

E qualcosa che ti disgusta?
I cavoletti di Bruxelles.

Non usciresti di casa senza...
Senza la mia colonia di violette.

Un sogno ricorrente...
Un incubo. Sono rinchiusa in un posto stretto, vedo la luce e non posso uscire. A volte ho pensato che forse è un ricordo della nascita, che è stata molto difficile, sono nata per miracolo e sono rimasta bloccata, avevo una riga sulla testa. Quest'incubo si ripete spesso...c'è un corridoio, un buco di un ascensore, qualcosa di stretto e vedo la luce e non posso uscire. Orribile.

E sei claustrofobica?
No, non credo. Non ho mai sentito quest'angustia.

E la tua paura più grande?
Che le persone che amo vadano via, che vadano via per sempre...

Una fobia.
Una che è molto difficile da spiegare, che inoltre è ereditata perchè anche a mia madre succede: una cosa che ha molti buchi vicini tra loro mi rende nervosa. Per esempio un nido d'api, questo tipo di cose... un pezzo di pelle ampliato in cui si vedono i pori. E le mosche. Le mosche non le sopporto.

Un regista.
Uno con cui mi sarebbe piaciuto lavorare e non ho avuto la fortuna di farlo: Miguel Narros, un regista di teatro meraviglioso.

Un film.
“All that jazz” grazie al quale mi trovo a fare questo mestiere. Quando l'ho visto, ho deciso che volevo dedicarmi a questo.

Un cantante o gruppo preferito.
Un gruppo che mi piace? Non so, vediamo se mi viene in mente...

Il tuo scrittore preferito.
Mi piace molto quello di “Cento anni di solitudine”... meraviglioso... Gabriel García Márquez.

Una città spagnola.
Non ho città preferite, ma giusto oggi ho sentito alla radio che c'è il Festival di Olite ed è un luogo meraviglioso, bellissimo, da favola. Questo perchè ce l'ho in mente oggi, e un altro che mi sembra anche magico è Cadaqués, vicino Gerona, ma non d'estate. E' meraviglioso, sempre che non sia nè luglio nè agosto.

Il tuo racconto preferito.
“Sogno di una notte di mezza estate”.

Un cartone animato.
“La pantera rosa”.

E' vero che ti piacciono anche “I Simpson”?
Sí sí, mi piacciono molto. Li ho scoperti tardi, quando già tutto il mondo ne era pazzo e io ero di quelli “perchè si lasciano prendere da questi cartoni?”. E con Violeta, mia figlia, abbiamo già visto tutti gli episodi perchè si ripetono, ma mi piacciono molto.


* dopo aver provato un dolce napoletano chiamato pastiera, offerto a Natalia dallo Staff di www.nataliamillan.net, la stessa attrice finalmente risponde alla domanda, dichiarando che la pastiera è il suo cibo preferito.




Intervista elaborata e realizzata da Rosaria Gabellone e Chiara Marcolin, con la partecipazione e collaborazione speciale di Ana Mora.
Fotografie: Ana Mora.
Intervista esclusiva di www.nataliamillan.net. E' proibito il suo uso, manipolazione o riproduzione della stessa in altre pagine web, forum, fotologs, ecc.

19.7.09

Natalia Millán, uomo e donna al suo ritorno a teatro con "El mercader de Venecia"

Natalia Millán si prende una pausa per le vacanze dalle aule di "El Internado". Ma solo nella finzione visto che l'attrice non potrà godersi l'estate per i suoi impegni teatrali. Natalia è la protagonista di "El mercader de Venecia", uno dei più importanti classici di Shakespeare che entusiasma la madrilena. E' così che l'attrice torna a teatro, "a casa", come lei stessa afferma. In questa occasione si mette nei panni di Porzia, una donna che vive una dolce relazione con Bassanio, interpretato da Jorge Lucas, e che mostra una donna molto emancipata per quei tempi. Coraggiosa e decisa, non ha dubbi a trasformarsi in uomo per poter entrare lì dove alle donne veniva proibito l'ingresso.

"E' il personaggio più bello di quelli che mi sono toccati", confessa Natalia. Innamorata del teatro, riconosce che i suoi ruoli in televisione l'hanno portata fin dove si trova adesso. Il suo ruolo nella popolare serie Antena 3, "El Internado", ha fatto in modo che la sua popolarità sia cresciuta considerabilmente. Così ci racconta l'attrice, che ricorda come sognava da giovane di essere attrice. Una decisione prematura che non condivide con sua figlia, la quale non sembra voler seguire i passi di sua madre...

Natalia, è da un anno che sei con "El mercader de Venecia".
Si. E' stato un anno per tutta la Spagna e con un successo enorme. Ci hanno dato vari premi. Lo spettacolo è meraviglioso.

Lo fai combaciare con "El Internado". Due personaggi molto diversi.
Molto diversi. Questo è il personaggio più bello che mi sia toccato. Ce ne sono stati molti che mi sono piaciuti ma questo è meraviglioso. Sono arrivata alla conclusione che Shakespeare è stato il primo femminista della storia perchè Porzia è una donna intelligente, simpatica, forte e coraggiosa.

Com'è Porzia?
E' una donna molto romantica, con molto senso dell'umorismo e con molta profondità. E' molto ribelle. E' una meraviglia interpretarla. Inoltre è giovanissima e siccome il teatro è così magico, forse riesco a far credere a tutti che sono così giovane (scherza).

Fare Shakespeare ti risulta più complicato da interpretare?
E' motlo più facile. Quanto meglio sia scritto il personaggio, molto più facile è per l'attore. Interpretare un personaggio così è più rischiso. Se rovini un personaggio scritto male, non rovini nulla. C'è più responsabilità, più pressione.

Natalia, hai qualche rituale prima di entrare in scena?
Ho un momento di concentrazione importante prima di uscire quando mi sto truccando. Prima ne avevo uno che era, con il sipario chiuso, sdraiarmi sul palco e fare esercizi di rilassamento ma in questo caso non posso farlo perchè il vestito non me lo permette (ride).

Non sei superstiziosa?
No. Ho qualche superstizione piccola ma sono inevitabili. Dico molte volte "mierda" prima di uscire e il colore giallo non mi piace per niente. Il giallo è qualcosa che evito molto, dentro e fuori dal teatro.

Tutti ti conoscono per la tua interpretazione in "El Internado". Tu ti senti più un'attrice di teatro sebbene la popolarità te l'abbia data la televisione?
Non è che mi sento, è che ho fatto molto più teatro che televisione. Prima dei trent'anni non ho fatto "El súper", che è stato il mio prima ruolo in televisione. La cosa che più mi piace è il teatro anche se apprendo da tutti i mezzi. Per me l'ideale è il palcoscenico. Il teatro per me è casa, ma cerco sempre di far combaciare tutto perchè tutto apporta qualcosa. E' chiaro che fin quando non ho fatto un ruolo da protagonista in televisione, non ne ho fatto nessuno in teatro. Non posso rinnegare la televisione sebbene il mio amore sia il teatro.

Dopo il gran successo che hai avuto con "Cabaret", ti potremmo vedere in qualche musical?
Magari. Mi piacerebbe molto. Mi è piaciuta molto l'epoca di "Cabaret", sono stati tre anni che è quasi come una laurea (ride).

C'è stata un'epoca in cui hai intrapreso la carriera di cantante...
Non era esattamente come cantante ma ho accompagnato Luis Eduardo Aute nei cori di uno dei suoi dischi. Abbiamo fatto un tour ma ciò aveva un aspetto teatrale. Io recitavo poemi. È stato qualcosa di speciale.

Adesso vi siete fermati con la serie e inizi con il teatro. Non ti riposi.
No, ma è stata una fortuna che non abbiano coinciso. Quando terminerò con il teatro inizierò con la serie. Quest'anno resto senza spiaggia. Ma non mi importa perchè sono molto contenta.

Credi che a "El Internado" restino molte stagioni, Natalia?
I progetti degli sceneggiatori sono imprevedibili, e anche quelli del pubblico. Io so che c'era una fine prevista, con una data, ma se il pubblico continua a volere la serie così come la vuole... sarebbe crudele finirla. Io vengo chiamata e vado (ride). Non so quando finirà.

Se dovessi scegliere tra la serie e questo personaggio teatrale che tanto ti riempie...?
Non dovrò scegliere... In televisione si comportano molto bene e mi lasciano fare teatro. Non ci penso perchè non succederà.

Da piccola avevi molto chiaro che volevi essere attrice.
Sí, sí. Ho avuto una vocazione molto prematura. Nell'adolescenza l'avevo chiarissimo.

Hai contaggiato tua figlia?
Non ha la vocazione per il palcoscenico. Non gliel'ho dovuta trasmettere per niente bene (ride).

Non ti dispiacerebbe che seguisse i tuoi passi?

L'unica cosa che voglio è che mia figlia sia felice e che scelga liberamente quello che la rende felice. Questo è l'importante. L'unico modo di avere il successo interiore è seguire le tue convinzioni, quindi l'unica cosa che io faccio è aiutarla a chiarire i suoi dubbi affinchè decida lei stessa.

Ci sono molti attori che non vogliono che i loro figli seguano i loro passi perchè sanno che questa professione è molto bella ma molto dura...
E ci sono molti figli che alla fine la scelgono (ride). I nostri figli vedono le cose buone e quelle brutte. Questa professione ti permette di essere un bambino per tutta la vita perchè quello che facciamo è giocare, ma a volte lo paghiamo molto caro.

Tua figlia è fan della serie?
Sí, le piace molto. Ma io sono molto dura in questione di orari e siccome finisce molto tardi, non gliela lascio vedere. La vede dopo. E alle volte ha il privilegio di leggere i copioni. E' proibito ma a mia figlia lo permetto.


fonte

17.6.09

"Questo è il personaggio più bello che ho fatto"

Natalia Millán non è più un volto sconosciuto. Da quando l'attrice si è fatta conoscere con la serie televisiva "El Súper" la sua presenza in scena e in televisione è aumentata. Attualmente si trova in uno dei suoi migliori momenti professionali visto che, dopo il successo del musical Cabaret, sfiora il successo con la popolare serie di Antena 3 "El Internado", lavoro che combacia con il suo ruolo in "El Mercader de Venecia".

Che ci puoi raccontare del tuo personaggio in "El Mercader de Venecia"?

Credo che sia il personaggio più bello che mi abbiano dato la possibilità di interpretare. Porzia è una donna intelligente, simpatica, divertente, forte, coraggiosa...io sono arrivata alla conclusione, interpretando questo personaggio, che Shakespeare fu il primo femminista.

Cosa ti piace di più e cosa di meno di quest'opera?
La cosa che mi piace di più è prima di tutto il mio personaggio, e che è un'opera che ha di tutto. Ha momenti comici, è una storia romantica, ha molta profondità. E la cosa che mi piace meno, niente.

Sei più di teatro o di televisione?
Senza dubbio di teatro. Ho iniziato a 17 anni in teatro e curiosamente, dopo 15 anni di carriera, mi si conosce per i miei ruoli in televisione, cosa que non mi dispiace. Mi piacerebbe poter combinare sempre le due cose, non riesco a scegliere.

E' duro conciliare "El Internado" con questa spettacolo teatrale?
Veramente in questo momento ho avuto molta fortuna perchè, giusto quando abbiamo terminato di girare la serie siamo arrivati a Madrid con lo spettacolo, e quando termineremo con lo spettacolo inizierò a girare di nuovo la serie.

Hai qualche tipo di rituale prima di salire sul palco?
Il mio rituale è tutto il processo del trucco, dei costumi...questo è il momento del quale approfitto per interiorizzare il personaggio. Normalmente mi sdraio sulla scena e faccio qualche esercizio di rilassamento, ma in questo spettacolo e con questo vestito non posso.

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+ foto della conferenza stampa

7.6.09

"Gli spettatori vedono al di là della serie... e questo mi piace"

Natalia Millán offre un’intervista esclusiva per elinternadofans.com dagli studi di “El Internado”,come lei stessa confessa fa ciò da molto tempo, canta, balla e recita, ed è così un’attrice molto completa. Interpreta Elsa Fernández, un personaggio blindato dalla sua durezza circondata da un mondo ostile, è uno dei principali pilastri della serie ed è considerata come una delle più grandi. La veterana attrice ci ha commentato le sue impressioni riguardo il suo personaggio nella serie.

Bene, raccontaci, quale sarà la reazione di Elsa alla scoperta dell’assassinio di suo padre? O ancora meglio, come reagirà quando scoprirà che è un assassino?
Be’… devo dirti che non lo so, per lei suo padre è scomparso. Mi immagino che sarà tremendo quando lo scoprirà, se dopo un po’ di tempo scopre che è stato assassinato e per di più che è un assassino questo deve essere orribile per Elsa, ma fino ad adesso non è successo.

A ragione di tutto ciò comincerà a investigare tutto il contorno così rabbrividante che la circonda?
Non ho ancora il copione con le investigazioni. Elsa adesso è totalmente ignorante, ha vissuto lì dentro tutta la sua vita e davanti ai suoi occhi sono successe cosa che dovrebbero diventare sospette, ma quando ci si trova in una situazione così ci sono due opzioni, o vuoi vedere e ti metti a investigare e lo scopri o ti mantieni estranea a tutto. Io credo che Elsa pensa che questo è un luogo di assoluta normalità, immagino che arriverà un momento in cui cadrà dalle nuvole e scoprirà tutto.

Sono già passati due anni dall’esordio della serie...Ci sono cose del primo episodio che ancora ci inquietano, per esempio, il comportamento del tuo personaggio verso Alfonso e le sue accuse… Pensavamo che fossi cattivissima!
Anche io (ride). Credo che ci sia stato un cambio nella sceneggiatura. In un primo momento io avevo l’informazione e c’ero dentro fino al collo. Immagino ci siano stati dei cambiamenti in meglio sicuramente. Adesso lei è al margine di tutte queste perversioni.

Allora... Credi che davvero Elsa tace per proteggere? O non sa nulla...
E’ al margine di queste cose, ha visto cose sospette… Nella vita questo succede spesso, ma quando vediamo le serie è molto facile essere furbi. Le cose dolorose di solito le copriamo, fin quando non le abbiamo di fronte sembra che non le superiamo. Idee così naturali e terribili come la morte, sembra che non ci tocchino e guardiamo dall’altro lato, questo è quello che credo accada a Elsa.

Com’è recitare con un bambino?
E’ molto tenero. A me piacciono molto i bambini, e poi sono venuti due bambini a girare, perché da una stagione all’altra il primo è cresciuto e ora ce n’è un altro, sono due bambini bellissimi e buonissimi. A volte soffro un po’ perché come madre penso alla sua poppata, a cambiargli il pannolino, quindi quando finalmente il bambino se ne va respiro più tranquilla, ma mi piace la sua tenerezza.

Avrai più scene con i piccoli come nella stagione passata?
Ce ne sono state, con momenti di tira e molla (sorride). Anche in questa stagione ci saranno scene, prima o poi tutti i personaggi si incontrano con questi bambini squisiti.

Nella prima stagione ti chiamavano Crudelia De Mon...
(Risate) Si, si, è un personaggio che probabilmente deve blindarsi dietro maschere e durezza in un mondo che le è ostile, questo la fa essere un personaggio duro e antipatico. Man mano che avanzano gli episodi si spoglia di tutto questo e si vede il personaggio in carne e ossa.

E in quanto a amori... Cosa succederà con Noiret?
Elsa si trova molto bene al principio con Noiret, indipendentemente da tutte le voci di allarme intorno e da tutto ciò che vedono gli altri. Bisogna tenere in considerazione che lo spettatore vede molto più di quello che vede ogni personaggio, i personaggi vedono una parte e nient’altro, lo spettatore vede che è una cattiva persona, un essere perverso… Elsa non lo vede, la faccia di Noiret davanti a lei è di un amante squisito, educato, gentile, galante... quindi per il momento è felice, sospettosamente felice…

Ad ogni modo... Elsa continua ad ammirare Héctor, no?
Certo, certo. Elsa vuole molto bene a Héctor, e credo che anche Héctor vuole molto bene a Elsa, ma forse in un altro modo. Per lei è stato il grande amore della sua vita e Héctor per un periodo è stato innamorato... ma ora non più, anche se ancora si amano molto.

E cosa succede con la storia di Samuel Espí? Elsa lo conosceva da piccola come abbiamo visto nell’episodio 24, come Irene e altri orfani e orfane...
Un momento... io posso avere un amichetto dell’infanzia e dopo gli cambiano il nome ecc … Comunque con questo ambiente così ostile, Elsa ha potuto dimenticarsi di quel passato abbastanza traumatico. Ripeto che voi spettatori vedete tutto, immagina tutta questa gente così cattiva nel collegio architettando e commettendo delitti così terribili... i personaggi vedono cose eccezionalmente. Elsa non ha motivo di aver dovuto vedere cose e di riunirle per sapere che ci sono bambini adottati, lei non lo sa… Poi ci sono cose più traumatiche come la storia di suo fratello... che la sua mente ha cancellato. Ma non ha la più remota idea che Héctor era stato nel vecchio Orfanotrofio con lei e che si chiamava Samuel Espí.

Come l’avete presa che Luis Merlo se ne va provvisoriamente dalla 6º stagione?
Si è diffusa una notizia che non è sicura, tutti i personaggi possono sparire, ma non c’è niente di certo. Sembra che sia stato un malinteso.

Ed erano amici Elsa e Pedro da piccoli? Che peccato, tutti pensavamo che il tuo amante nascondeva qualcosa!
Certo...la morte di Pedro è un altro elemento del mistero. E’ un altro morto e assassinato tra tanti. La causa della sua morte non è che sapeva cose da prima, è che scopre il cadavere. Voi vedete più di quello che realmente c’è, comunicate tra voi e vi raccontate storie e va bene così, è stupendo. Però Pedro non sapeva più di quello che vide quella notte ed Elsa nemmeno.

Quale Elsa delle quattro stagioni preferisci? Per noi quella della 2º è stata la migliore...
Per me realmente è lo stesso personaggio e ogni cosa che succede incrementa e arricchisce quella precedente. Per me Elsa adesso è un po’ noiosa, è molto noioso il suo ruolo in questa stagione, devo dirvelo sinceramente… A parte la scomparsa di suo padre, che tutti immaginiamo essere molto doloroso, ma per il resto è molto felice con suo figlio e il suo compagno; tutto ciò che desideriamo e cerchiamo io ce l’ho già nella vita. Lavorando nella serie voglio guai, voglio lavoro! Voglio che mi succedano cose! Quando mi succedono cose molto terribili, allora comincio a divertirmi con la serie, ma se tutto va bene ho solo tra le mani un passeggino e ho un signore che mi ama molto al mio fianco, questo non lo voglio come attrice, lo voglio come persona, come attrice voglio guai! (risate)

Il tuo personaggio è geniale… Ma, se Elsa non esistesse, chi ti sarebbe piaciuto essere?
Non ne ho idea...non ci ho mai pensato chi mi sarebbe piaciuto essere… Non lo so, perché tutti i personaggi sono molto interessanti e gli succedono cose così insolite, sono così sorprendenti… Buoni o cattivi sono molto interessanti davvero.

La trama delle opere d’arte è molto presente nella serie. Hai qualche predilezione per qualche quadro o opera d’arte?
Ce ne sono molti... dai più figurativi, come “ El Jardín de las Delicias” del Bosco precisamente, che tutti conosciamo. Poi possono esserci pittori meno figurativi come Mark Rothko, mi piace molto. In Spagna abbiamo pittori così meravigliosi iniziando da Velázquez e terminando con Dalí, per esempio.

Quando finirà "El Internado" cosa ricorderai con più nostalgia di tutto ciò?
Lo saprò quando arriverà il momento, suppongo i colleghi, perchè è un cast stupendo, come una famiglia, questo manca sempre.

Balli, canti e reciti, hai tutto... Cosa ti ha apportato l’esperienza di Cabaret?
E’ un film meraviglioso, questa esperienza mi ha apportato tanto, io realmente ho iniziato a lavorare in musical molti anni fa ai tempi di María Castaña. Facendo musical mi sento come a casa, è molto piacevole. E’ che realmente, il pubblico pensa che ho lavorato più in serie, e ho fatto quattro serie più o meno: ho fatto per esempio la professoressa di danza in Upa Dance… ma ho lavorato più a teatro e nei musical, e in scena mi sento come in casa, molto felice.

E quale altro personaggio di Musical ti sarebbe piaciuto interpretare?
Mi passa ultimamente per la testa, non so perché, uno dei personaggi di “Chicago”, questo si che mi sarebbe piaciuto molto fare.

Adesso continui con la tournè di "El Mercader de Venecia", verrete a Madrid?
Si, penso di si, ma non lo sappiamo ancora. È un montaggio molto bello, una grande opera classica, fatto per iniziativa privata senza l’aiuto di Comuni né niente. Quindi non è molto facile per un montaggio così grande, ma posso dirti che ovunque andiamo abbiamo successo e che è un’opera meravigliosa.

Qualche progetto nuovo?
No, ora come ora con queste due cose ne ho abbastanza, ci sono sempre offerte ma stando in una serie di successo e con un personaggio a teatro che mi fa impazzire, che è Porzia, di "Il mercante di Venezia", io credo che sia il personaggio più bello che abbia fatto. Qualcosa di così speciale e eccezionale deve capitarmi tra le mani per lasciarlo.

Antena 3 inaugura la sua nuova piattaforma TV con il primo episodio di “El Internado”, lo vedrai in internet, sul cellulare, su Neox, Nova o come sempre?
Credo come sempre (sorride), come sempre.


Nel sito elinternadofans.com anche il video dell'intervista che avete appena letto!

24.5.09

[Intervista Bejopa] Natalia Millán: "Gli attori non si fanno vecchi, si fanno grandi."

Intelligente, gentile e con una carriera piena di successi, Natalia Millán ha risposto alle domande di Bejopa alla presentazione della quinta stagione di "El Internado" e ci ha parlato di Elsa, dei suoi progetti e delle sue idee.

Raccontaci un po' cosa succederà con Elsa questa stagione, scoprirà tutto ciò che nasconde il collegio?
La serie inizia con la preoccupazione per la somparsa di suo padre e questa nuova vita con quello che, per ora, è il compagno perfetto, lei cerca la felicità, ma questa felicità è sospetta. La verità è che la tragedia si maschera.

Elsa scoprirà il passato di suo padre?
In realtà non lo so, al momento ha qualche sospetto, perchè non c'è traccia di lui, ma sembra che lei non voglia vedere ciò che succede attorno a lei.

Se non dessi vita a Elsa, che personaggio della serie ti piacerebbe interpretare?
Non ci ho mai pensato, sono tutti molto stimolanti, uno qualsiasi è molto interessante.

Che personaggio storico ti piacerebbe interpretare?
Ci sono tanti personaggi femminili interessanti che sono rimasti nell'ombra, qualsiasi personaggio mi sembrerebbe molto interessante.

Con quali attori o attrici ti piacerebbe lavorare?
Non lo so, veramente la realtà ti sorprende molto, e ci sono attori che non diresti in questo tipo di domande e poi ti apportano tanto... ho appreso molto dai miei colleghi.

Com'è stato lavorare in "Sangre de mayo", hai progeetti cinematografici in vista?
Non ho nessun progetto di cinema adesso. "Sangre de mayo" è stata una gran produzione, molto interessante e basata sul testo di Pérez Galdós, che non è cosa da poco. Il risultato del film non è stato quello previsto, ma ciò non gli toglie che sia interessante.

Come ti vedi tra 10 anni?
Non lo so, bisogna vivere giorno dopo giorno. Non mi spaventa il passare del tempo, c'è qualcosa di questo lavoro che mi appassiona, gli attori non si fanno vecchi, si fanno grandi.

Che musica ascolti?
Mi piace molto la musica classica, ma ci sono sempre cose che ti richiamano l'attenzione, adesso ascolto molto jazz.

Cosa ti piace leggere?
Leggo meno di ciò che vorrei, ho appena finito di leggere un libro delizioso chiamato "L'eleganza del riccio", adesso voglio iniziare Milan Kundera.

Che serie vedi in televisione? E al cinema che film vedi di solito?
Non mi piacciono molto le serie, ieri notte ho visto "La chica de ayer" e mi è piaciuta, ma preferisco vedere cinema, specialmente in casa.

Siamo in periodo di esami, che consiglio daresti agli studenti per questi giorni? Materia preferita/odiata.
Io lo vedo adesso perchè ho una figlia adolescente. Li incoraggerei. Richiede molto sforzo ma è il rettilineo finale; tutte le cose richiedono uno sforzo, ma sono anche un premio. La mia materia preferita è cambiata durante gli anni, all'inizio erano le scienze e dopo le materie letterarie. I voti peggiori li prendevo in educazione fisica e dopo ho studiato danza, le cose non sono mai definitive.

Fonte

19.5.09

Intervista e reportage Bejopa

Secondo quanto riportato nel sito web Bejopa, venerdi 22 maggio sarà pubblicata un intervista a Natalia durante la conferenza stampa della quinta stagione di "El Internado" dell'11 maggio negli studi di Golobomedia. In quanto sarà pubblicata l'intervista, sarà tradotta anche sul nostro sito.

Nel frattempo, Bejopa pubblica un mini reportage nel quale chiede consiglio agli attori della serie per superare gli esami di fine anno accademico. Vi riportiamo la parte riguardante Natalia.


I trucchi degli attori di "El Internado" per superare gli esami.
imagebamNatalia Millán (Elsa): Li incoraggerei. Richiede molto sforzo ma è il rettilineo finale; tutte le cose richiedono uno sforzo, ma sono anche un premio. La mia materia preferita è cambiata durante gli anni, all'inizio erano le scienze e dopo le materie letterarie. I voti peggiori li prendevo in educazione fisica e dopo ho studiato danza, le cose non sono mai definitive.


fonte

22.11.08

11 domande

1. Dove ti sei svegliata questa mattina?
A casa mia.

2. Qual è stata l'ultima volta che hai pianto?
Piango molto. Mi ha emozionato un concorrente in un programma telvisivo...

3. Qual è stata l'ultima bugia che hai detto?
Non te la dico.

4. Oltre alla tua casa e la tua auto, qual è stata la cosa più costosa che hai comprato?
Niente; la mia casa. Nelle altre cose i miei gusti non sono "cari".

5. Ti hanno beccata qualche volta insieme ad un famoso? Con chi ti piacerebbe essere scoperta?
No, mai. Non mi piacerebbe essere scoperta perché sono molto gelosa della mia intimità.

6. Qual è la cosa che più non ti piace di te?
Molte cose, ma una di esse è che sono smemorata.

7. L'ultima volta in cui sei stata vista nuda da un'altra persona.
Creo proprio questa mattina in casa.

8. Qual è stat l'ultimo SMS che hai ricevuto e che hai salvato? Cosa diceva?
Non mi ricordo. Non ho memoria. (ride)

9. La situazione più imbarazzante della tua vita.
La mia mente le dimentica. Però se me la ricordo, te la dico.

10. Se fossi invisibile per un giorno, cosa faresti?
Osservare cosa fa la gente che mi interessa, semplicemente per curiosità.

11. Hai rubato qualcosa?
No, non è nel mio stile. Avrei molta vergogna ed è qualcosa che non va col mio modo di essere. Preferisco avere soldi e comprare.

trascritto da samureta (rivista ¡Qué me dices!)